Filastrocca
di un bambino di città
di Giovanni Pistoia
Un bambino di una grande città
visitò un bel mattino d’aprile
la cascina di sua zia Marilù.
Tra alti canneti piumati sbucò,
pasciuto, un mostruoso pennuto,
uno strano animale con il becco
cattivo già pronto per l’uso
e sulla testa un astruso ventaglio,
una cosa rossastra, che brutta faccia!
oddio! una vera minaccia.
Si rifugiò il bambino impaurito
tra le gambe di zia Marilù.
È il gallo non aver paura –
disse la zia – con
mi sveglia all’alba ogni dì
e dà il buongiorno a tutta la fattoria.
E quelle che vedi laggiù son le galline
fanno le uova per tutti i nipotini,
e il gallo è il re di tutte le galline.
Questa storia non mi piace mica –
disse il nipote ben contrariato –
qui non c’è proprio democrazia!
Qui – mio caro nipotino –
non c’è ipocrisia,
la democrazia la vedi in macelleria,
quando galli e galline
finiscono tutti in polleria.
La democrazia – continuò la zia –
è un’utopia, tu ne conosci già la via,
che impegnerà la tua bella vita.
In:
Giovanni Pistoia
Gabbiano dispettoso
gennaio 2013
(volumetto fuori commercio)